

Atleta del TriStar222 Sardinia 2010

Q: Il TriStar222 Sardinia può rappresentare per un triatleta una doppia sfida: sia per la lunghezza delle distanze, soprattutto quella ciclistica, che per il posizionamento in calendario: alla fine della stagione, con parecchie gare sulle gambe e con una discreta stanchezza mentale se si è già faticato tanto. Per te che sfida rappresenta?
A: Devo premettere che a me le sfide eccitano, e quelle estreme mi esaltano! Però questa gara oltre che essere una sfida per molti quantomeno per le condizioni ventose in bici, ha attrattive particolari. Anzitutto la location: per chi come me non conosce quella meravigliosa parte della Sardegna, quale occasione migliore per poterla visitare? La distanza quasi estrema, ma alla portata anche di atleti/amatori medi, la rende appetibile a molti come, appunto, una sfida. Il periodo a mio giudizio non è per niente male: per i lunghi in bici il periodo estivo e l'agosto in particolare, con intere giornate a disposizione, dà la possibilità di caricare per bene. Quanto alla stanchezza mentale, un appuntamento come il TriStar222 Sardegna ti ripristina l'energia psichica immediatamente con la sola iscrizione! Io sto passando un periodo in cui, per diversi motivi, sono comunque molto, molto stanco ma ogni allenamento della tabella mi ricarica. Lo sport è energia, ogni allenamento mi dà una spinta formidabile perché mi rendo conto di fare quotidianamente un passo in avanti verso la forma ottimale per la gara in Sardegna che è oramai divenuta obiettivo primario.
Q: Hai già partecipato alla prima edizione del TriStar111 di Worms a giugno e ora sei iscritto al TriStar222 Sardegna. Cosa ti è piaciuto della gara tedesca del circuito Tristar che ti ha spinto a iscriverti a quella italiana?
A: Sono rimasto entusiasta del TriStar111 di Worms. Anche lì, come certo lo sarà in Sardegna, l'ambientazione è stata fantastica: il fiume Reno, la città storica dell'editto del 1521 con il mitico (e bellissimo) ponte dei Nibelunghi su cui correre nella frazione run, la zona collinare della produzione del vino. Tutto organizzato in maniera più che perfetta come logistica, tempi, percorsi. Quando ho saputo che il format e l'organizzazione erano gli stessi anche per la Sardegna non ho esitato a cambiare i miei programmi di gara e iscrivermi. Sono stato inoltre spinto da una motivazione prettamente agonistica: voglio avere la rivincita su tutti quelli che mi hanno superato nella frazione bike con super bici da crono. Io e la mia specialissima con le prolunghe sul più nervoso percorso del TriStar222 Sardegna daremo loro molto filo da torcere.
Q: Hai avuto modo di conoscere il percorso che affronterai? Come ti stai preparando?
A: Il percorso non lo conosco ma ho amici che sono lì in ferie in questo periodo e li ho mandati a visionare il percorso. Ho comunque un’idea di come possano essere le ondulazioni e le salite perché mia sorella è stata proprio all'Hotel Cala di Falco di Cannigione in ferie e mi ha saputo dire cosa mi posso aspettare. Mi sono così studiato i percorsi per i diversi allenamenti nella mia valle (Valsugana in Trentino) per poter simulare al meglio il percorso di gara. Ho inoltre la fortuna di avere l'assistenza nella programmazione dell'allenatore di mia sorella la quale corre lunghe distanze a livelli piuttosto buoni. Il suo allenatore e preparatore atletico Marco Boffo mi ha dato dei consigli formidabili su come programmare al meglio una gara così particolare. A questo proposito consiglio tutti di affidarsi a persone competenti (cardiologi, preparatori) e informarsi sui metodi più idonei di integrazione in una competizione della durata del 222.
Q: La Sardegna è una delle regioni più affascinanti d’Italia; quanto ha influito la bellezza del territorio nella tua scelta della gara?
A: Tutto sommato viste le altre fortissime motivazioni non ha influito considerevolmente. Certo, se avessi avuto qualche dubbio, la bellezza di quella zona della Sardegna mi avrebbe senz'altro fatto decidere positivamente. Ma, appunto, per quel che mi riguarda le motivazioni più forti sono state altre.
Q: Cosa ne pensi di questi nuovi formati di gara introdotti dal circuito Tristar? Ti sembrano adatti alle tue qualità fisiche?
A: Mi piacciono senz'altro molto. Sono molto umani e non sono così sbilanciati sulla corsa. L'Ironman, per quanto mitico, lo trovo difficile per me e per il grosso pubblico. Prendo me come esempio perché ho qualche problema con le ginocchia: già correre una maratona da sola può essere un problema specialmente se si corre come ultima frazione in una competizione. Correre 10 o 20 km anche dopo nuoto e bici è alla portata di tutti. Inoltre l'aspetto agonistico visto come sfida con l'avversario può essere goduto in maniera totale con il formato Tristar. Troppo spesso la distanza "iron" diventa invece una sfida con se stessi e non una competizione con un avversario. Personalmente ho avuto ancora la prova di essere portato per competizioni di lunga durata.