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03 Settembre 2010
Leggi questa meravigliosa intervista con Dominique Benassi, uno degli atleti che prenderà parte alla prima edizione del TriStar222 Sardinia.

"L’handicap è nella testa. La specie umana ha la capacità di adattarsi agli incidenti della vita, le tragedie che ci colpiscono sono delle sfide da raccogliere."
Cosa ti ha spinto a praticare il triathlon, nonostante le difficoltà dovute al tuo “handicap”?
Negli anni ’90 il triathlon non era permesso! Ciò che mi ha convinto a praticarlo è il fatto che il triathlon è diventata una disciplina democratica.
Quali motivazioni ti hanno portato a iscriverti al TriStar222 Sardinia, una gara molto impegnativa, soprattutto per la lunga frazione ciclistica?
Faccio regolarmente gare su distanza Ironman, l’importante è avere una buona preparazione, l’handicap è nella testa.
Sicuramente molti si stupiranno nel vederti partecipare a gare di triathlon; cosa rispondi a chi ti chiede come fai ad affrontare sforzi così intensi? Cosa ti aspetti dalla gara che affronterai a ottobre in Sardegna?
La specie umana ha la capacità di adattarsi agli incidenti della vita, le tragedie che ci colpiscono sono delle sfide da raccogliere. L’allenamento fa parte di questa capacità di affrontare gli sforzi che la persona affronta,del resto la sofferenza ho deciso io di farla.
Tante emozioni e soprattutto la gioia di poter partecipare a un tale evento, e anche il fatto di essere riconosciuto come un triatleta vero e proprio.Quattro anni fa ho attraversato l’atlantico a remi, c’erano 2 persone senza gambe su 26 imbarcazioni e noi siamo arrivati terzi!























